La Comunità

La storia del convento nel Novecento

La soppressione degli Ordini religiosi, decretata nel 1866 dal governo liberale dell’Italia Unita è determinante nella storia degli ultimi due secoli del Convento Patriarcale di S. Domenico di Bologna. Da quella data il convento, messo a disposizione delle autorità militari, subisce distruzioni e rovinose trasformazioni. Tra gravi disagi e in angusti spazi, la comunità religiosa riesce a ricostituirsi. Il dibattito per la restituzione e il restauro del convento  subisce una accelerazione nel 1921, in occasione del VII centenario della morte di S. Domenico. A partire dal 1923 il governo italiano inizia la consegna, in uso gratuito, dei locali che vengono man mano restaurati e riportati al loro stato originale. La consegna subisce un arresto durante la seconda guerra mondiale, in quanto il convento è adibito ad ospedale militare (1944-45). Si riprende la restituzione, che si conclude nel 1966  con la consegna di una parte del corridoio del primo piano. All’autorità militare rimane il grande chiostro del ‘500.

Il progressivo recupero di locali permette di trasferire nel convento di S. Domenico i giovani religiosi che si preparano alla vita religiosa sia studenti, sia novizi e nel 1927 viene riaperto lo Studio provinciale. Nel 1940 lo Studio di Bologna è elevato a Studio Generale e nel 1962 è aggregato alla Facoltà teologica della Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino. Lo Studio, a partire dal 1956, pubblica come sua rivista “Sacra Doctrina”. Con adeguati lavori di restauro viene ripristinato il complesso monumentale della biblioteca quattrocentesca con i saloni annessi e si può così ridare consistenza al patrimonio librario, depauperato dalle soppressioni. Il convento diventa sede dello studio teologico per i giovani religiosi delle Province italiane. Il 1970 vede l’istituzione ufficiale del “Centro S. Domenico”. Ulteriore riconoscimento allo Studio bolognese avviene nel 1978, quando la Congregazione romana competente lo riconosce come facoltà teologica aggregata alla Pontificia Università S. Tommaso, come Sezione S. Domenico dello Studio Teologico Accademico Bolognese (S.T.A.B.). Nel 1985 viene fondata a Bologna l’ Editrice Studio Domenicano (ESD), per la pubblicazione di opere a carattere filosofico e teologico, o riguardanti l’Ordine Domenicano. Lo Studio Filosofico nel 1990, con decreto della Congregazione romana è affiliato alla facoltà di filosofia della Pontificia Università S. Tommaso in Roma.  Nel 1992 le Edizioni Studio Domenicano acquisiscono, a titolo gratuito, dal Collegio Alberoni di Piacenza la rivista “Divus Thomas”. Con decreto della Congregazione per l’Educazione cattolica del 29 marzo 2004 viene eretta la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, secondo le richieste della Conferenza Episcopale dell’Emilia-Romagna unitamente alla Provincia S. Domenico in Italia. Negli ambiti del convento vengono preparati adeguati locali per l’espletamento dei corsi teologici e filosofici, ai quali partecipano sia studenti religiosi, sia laici, con la possibilità di conseguire la Licenza in teologia.

Alcuni frati del convento con il cardinale di Vienna, Christoph Schoenborn

Comunità del Convento di San Domenico Bologna
Comunità del Convento

Attualmente, anno Domini 2017, la comunità si compone di venti religiosi sacerdoti, due fratelli cooperatori e ventuno religiosi studenti, appartenenti alle province religiose di S. Domenico e di S. Tommaso. P. Priore della comunità è fra Davide Pedone
e maestro degli studenti fra Daniele Drago. La comunità è la custode delle sacre spoglie di S. Domenico, fondatore dei Frati Predicatori e ne cura il culto. I singoli religiosi esplicano il loro apostolato nel campo dell’insegnamento, attraverso pubblicazioni sulle riviste, espressione della Facoltà Teologica e dello Studio Filosofico, il ministero della predicazione, delle confessioni e il servizio presso alcune parrocchie cittadine. Il rapporto con l’ambito ecclesiale trova la sua espressione nella paritetica conduzione della Facoltà Teologica, presso la quale insegnano diversi frati, nello svolgimento di uffici diocesani di alcuni religiosi, nell’assistenza di gruppi Scout in alcune parrocchie, da parte di giovani religiosi. Il rapporto col mondo cittadino trova una concreta forma nella proposta di problematiche di attualità da parte del “Centro S. Domenico”.

[di fra Angelo Piagno]