Il rosario

La Madonna del Rosario nella cappella Guidotti (aggiungere immagine)
La Madonna del Rosario nella cappella Guidotti (aggiungere immagine)

L’aspetto contemplativo dell’Ordine di San Domenico traspare chiaramente da quella forma di preghiera che ha avuto origine in esso e poi si è diffusa in tutta la Chiesa divenendo la preghiera più conosciuta e più popolare dopo la Liturgia. Si tratta del Santo Rosario. San Pio V, Papa domenicano, ha dato nel sedicesimo secolo la forma definitiva a questa preghiera, che è stata poi sempre più raccomandata dai Papi degli ultimi due secoli. Una citazione per tutte: Leone XIII scrive in una sua enciclica “Il Rosario costituisce la più eccellente forma di preghiera e il mezzo più efficace per conseguire la vita eterna”.

Il Rosario è insieme una preghiera vocale e mentale. Essa consiste nella meditazione dei principali misteri evangelici, quindici in tutto, divenuti poi venti con la riforma di Giovanni Paolo II. I misteri sono meditati, o meglio contemplati, con l’accompagnamento di un Padre Nostro, dieci Ave Maria e un Gloria, recitati facendo scorrere fra le dita i grani di una corona.
Ogni “decina” costituisce una “posta”, e cinque poste una “corona”. Tre corone (quindici misteri e centocinquanta Ave Maria) ci fanno meditare i misteri dell’Incarnazione, Passione e Risurrezione del Signore, il tutto nella luce di Maria. Con Giovanni Paolo II si sono aggiunti i cinque misteri della Luce (vita pubblica di Gesù), per cui il Rosario risulta composto oggi di quattro corone. Recitandole si viene ad avere una visione completa dei misteri del Nuovo Testamento (Incarnazione, Vita, Passione e Risurrezione del Signore, più l’assunzione e l’Incoronazione di Maria). Un numero stragrande di cristiani e non solo domenicani, trova nel Rosario la sua preghiera preferita e l’arma invincibile per combattere contro i nemici spirituali.
[di fra Roberto Coggi]